Lupo Torturato – Giorno del draft NFL
Nero
Arrivare al giorno in cui finalmente sarei stato scritturato per le squadre professionali fu più difficile di ciò che avrei potuto pensare prima. Ma, seduto dentro l’aula convegni con tutti quelli che amavo al mio fianco, mi resi conto che ne era valsa davvero la pena.
Se i colpi che presi durante le partite successive alla mia intervista fossero stati più forti di quelli prima della mia dichiarazione d’amore a Kendall in diretta tv? Sì, alcuni lo erano stati. E avevo dovuto sopportare alcune brutte parole. Ma io e la mia squadra ci eravamo presi la nostra rivincita nel modo migliore che conoscessimo. Continuammo ad andare avanti durante la stagione senza perdere neanche una partita, e ci aggiudicammo il nostro premio nazionale per la prima volta da quando Cage aveva fatto lo stesso.
E quello rese le cose solo un po’ più facili, quando si trattava del mio futuro nelle squadre professionali. Solo un po’, perché non ricevetti neanche la metà degli inviti che una persona con il mio curriculum sportivo e i miei voti avrebbe dovuto ricevere. Andavo incredibilmente bene, in campo scolastico. Avevo una media che la maggior parte della gente che cercava di fare ciò che facevo io poteva soltanto sognarsi. Eppure, soltanto sette squadre mi avevano contattato. E ciò non poteva essere un buon segno.
Cage mi aveva avvertito che le squadre dell’NFL non stavano cercando altri giocatori del mio ruolo. E aveva ragione. Non avrebbe potuto fregarmene di meno. Qualsiasi cosa avessi in quel momento era più di ciò che avevo avuto prima che mio fratello e la sua meravigliosa ragazza entrassero nella mia vita.
Prima di lui, organizzavo risse clandestine tra lupi per fare soldi, e lavoravo come cameriere. Ma grazie a mio fratello, avevo ottenuto una borsa di studio per il football e un branco. Avevo trovato l’amore della mia vita. Avevo lavorato sodo per assicurarmi anche solo la possibilità di avere un futuro in una squadra professionale. Adesso, quell’ultima parte non sembrava più così tanto sicura. Ma, fintanto che avessi avuto la mia famiglia e Kendall al mio fianco, a me non importava nient’altro.
Mi girai a guardare l’amore della mia vita. Era seduta accanto a me, e indossava il più bell’abito nero che avessi mai visto. Non solo era dannatamente sexy, ma aveva un odore incredibile. La prima annusata che le diedi mi fece quasi perdere la testa. Tuttavia, usai quell’ondata di emozioni per fare il possibile per averla.
Allungando la mano per prendere la sua, l’afferrai e ci lasciai sopra un bacio. Lei si girò a guardarmi e mi sorrise, ricordandomi ancora una volta quali fossero davvero le cose importanti.
«La prima recluta per quest’anno è…» cominciò il sovrintendente sportivo delle squadre professionali, prima di leggere il nome sul cartellino che teneva in mano. «Todd Percy. »
«Un quarterback, che te ne pare?» dissi a Cage, che ridacchiò sarcastico. «Quello potevi essere tu.»
«Sto incredibilmente bene dove sto, grazie tante» disse, stringendo la mano di Quin con la sua.
Forse Cage ci aveva visto giusto sin dall’inizio. Aveva deciso di passare una vita con Quin piuttosto che stare lì, fermo, ad aspettare che qualcuno decidesse le sue sorti per lui. E, con il suo impiego come allenatore di football al liceo, io non lo avevo mai visto così felice. Non conoscevo nessuno più felice di mio fratello. Neanche Titus, che sembrava sempre sorridente e pimpante, così tanto che molte volte mi ero ritrovato a domandarmi se per caso non si drogasse il caffè, la mattina.
Girandomi a guardare Titus, decisi che, indipendentemente da ciò che sarebbe successo quel giorno, avrei fatto tutto ciò che era in mio potere per aiutarlo a trovare l’amore. Vederlo presente all’operazione di salvataggio del mio branco, dopo quello che gli avevo fatto, mi fece capire che il nostro rapporto era genuino. Che mi voleva bene davvero. Che era un ragazzo che meritava la felicità.
Era l’amico migliore che avessi mai avuto, e lo avrei aiutato a conquistare Lou se anche fosse stata l’ultima cosa che avrei fatto. Era stare con Lou che lo avrebbe reso felice, non era forse vero? Mi serviva soltanto una sua ammissione.
Il telefono del mio agente prese a squillare di colpo, tirandomi fuori dai miei pensieri. Era stato messo sul tavolo di fronte a lui. Abbassando lo sguardo sullo schermo, si girò a guardarmi con la fronte aggrottata, prima di rispondere.
«La seconda recluta di quest’anno per le squadre professionali è…» disse ancora una volta il sovrintendente, prendendo un altro cartellino di fronte a lui.
«Certamente!» disse il mio agente, uno sguardo di completo shock sul suo viso. Chiuse la telefonata, e restò a fissarmi. «Non ci posso credere.»
«Cosa?» chiesi, confuso.
«Nero Roman» chiamò il sovrintendente, dicendo il mio nome.
«Era la squadra che ti ha scelto. Sei stato reclutato come secondo posto nella lista di tutte le reclute di quest’anno» mi disse, eppure le sue parole non riuscirono a far andare via la mia confusione.
«Nero! Sei stato reclutato per l’NFL!» disse Kendall, afferrando il mio viso e baciandomi.
Non avevo la minima idea di cosa Kendall stesse dicendo. Il mio agente mi aveva detto di non aspettarmi molto, specialmente di essere tra i primi nomi. E poi, i giocatori nella mia posizione non venivano mai chiamati come reclute, specialmente al primo anno. Semplicemente non succedeva.
«Nero, porta il culo la sopra! Sei stato chiamato!» mi urlò Cage, raggiante.
Ero… incredulo. Non riuscivo a muovermi. Mi girai a guardare mia madre; era bellissima con quel vestito addosso. Aveva le lacrime agli occhi, e stava applaudendo per me.
«Nero, devi andare, adesso» mi ricordò Kendall, e la sua voce fu infine ciò che riuscì a farmi alzare dal mio posto.
Ancora incredulo, presi a camminare. Mi sentivo le gambe molle come gelatina, non avevo idea di come sarei riuscito ad arrivare sul palco. Cercai con tutte le mie forze di mantenere la mia sanità mentale intatta almeno per quel momento. Non avrei rovinato le cose proprio ora.
Avvicinandomi al palco, mi resi finalmente conto che la mia vita aveva appena superato ogni mia singola aspettativa. Ogni mio sogno più grande. Non solo avevo una famiglia, e una grandissima carriera ad attendermi… avevo qualcuno da amare per il resto dei miei giorni, e oltre.
Io e il mio lupo avremmo fatto davvero qualsiasi cosa per assicurarci che Kendall fosse sempre felice. L’amavo con tutto il mio cuore. E quando saltai sul palco, sentendo le luci colpirmi da capo a piedi, non sentii nient’altro che immensa gratitudine.
L’unica cosa che mancava era un padre con cui condividere tutto.
Magari, una volta diventato ricco e famoso, avrei finalmente trovato un modo per capire come avere anche quello.
Ma anche senza, ero incredibilmente grato del modo in cui la mia vita si era trasformata. Avevo tutto quanto.
E, con Kendall al mio fianco, non avevo il minimo dubbio che avrei vissuto per sempre felice e contento, insieme a lei.
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